[blog fantasma, e incompleto, di lavetrina.iobloggo.com - in realtà, mi trovate lì]







sabato, 12 novembre 2005

luce. il cuore in gola. lo stomaco che fa male. sveglia alle 8 di sabato mattina, non si sa come, non si sa perché. avrei dovuto fare un bagno, ieri (se solo ci fosse stata acqua calda). una di quelle immersioni che lavano via le tensioni e sciolgono i muscoli delle spalle. invece mi sono trascinata tutto fino a stamattina. tutto cosa non si sa, poi. ma ho idea che gira un pò così, anche se spero di cambiare rotta in giornata.
se avessi la possibilità oggi mi teletrasporterei. andrei a casa, per esempio. farei un salto in cimitero, a trovare nonna che nel sogno di stanotte piangeva. accarezzerei il granito rosso della lapide, leverei le foglie secche da intorno al vaso. mi guarderei per l\'ennesima volta la foto ovale nella cornice. la foto di quando era giovane e io ero piccola. di quando comprava il nesquik apposta per me, e mi faceva le patate fritte tagliate a ricciolo. e lucidava i pavimenti con la cera e comprava la coppa del nonno perché piaceva a lui, e faceva il presepe più grande di tutti, quello con le lucine nelle case e il fiume di carta stagnola.
porterei un mazzo di fiori - forse garofanini e gerbere, forse una piantina perché duri più a lungo - e immaginerei di abbracciarla un\'altra volta. tenterei di parlarci. di dirle di non piangere, che va tutto bene, qui. che sono una donna grande, ormai. un pò persa, ma una donna. e se non si convince le direi che sì, forse certe cose non vanno, ma prima o poi andranno meglio, o io me ne farò una ragione. e d\'altra parte non è fortuna concessa a tutti, quella di un amore come il suo con nonno. qua, oggi, troppo spesso si è soli. o non ci si cerca abbastanza. ma va bene così.
nonna stanotte in sogno mi ha chiesto di accompagnarla in ospedale. per il suo ultimo viaggio. e piangendo mi ha regalato un completo di biancheria di pizzo nero. ed era piccola piccola...

Postato da: lapitzi a 12/11/2005 09:36 | link | commenti |

giovedì, 10 novembre 2005

semplice, ma meno di quel che sembra. costruito con un\'infinità di livelli, uno sopra l\'altro. da sfogliare con cautela, esaminare attentamente. mi piace osservare senza fare commenti. osservare e prendere i miei piccoli appunti su post-it mentali che stanno lì in attesa di essere rimossi per far spazio a smentite, o di essere fissati in forma definitiva. ci sono, sembra, un\'infinità di cose, da leggere. un\'infinità di parole da scoprire, capire, memorizzare e rielaborare. una marea di piccoli spunti da prendere per sorridere e sgranare gli occhi. ed è come se fossi certa che in mezzo a tutto questo non potrò mai trovare niente di scuro, niente di cattivo.
mi piacerebbe dare la stessa impressione di me. invece la mia vita privata è bombardata e invasa dal fumo e dalla polvere e non ci si capisce niente, in verità, e per questo non ne parlo mai. e anche se vorrei. e anche se al dov\'è? mi piacerebbe rispondere elencando diffusamente luoghi, tempi e situazioni. sarebbe bello farsi trovare, una volta tanto. anche solo per veder affacciarsi un volto, nel buio. e senza un motivo, senza nessun fine.
ma davvero non hai cercato, e non leggi? proprio tu?

Postato da: lapitzi a 10/11/2005 23:35 | link | commenti |

volersi bene significa anche decidere la mattina di vestirsi bene. inguainarsi in una gonna che ci fa sentire più belle. andarsene in giro per tutto il giorno facendo rumore di tacchi, per la strada, sul parquet dell\'ufficio. [notare lo sguardo di gg che indugia un pò più a lungo. peccato. per l\'occasione sfumata, e per gli insondabili abissi di idiozia.]

intanto *tu* scrivi che la vita coniugale procede, ma ti mancano certi nostri momenti. e io lì per lì mi dico mavvaffanculo, ma qualche ora dopo decido di renderti partecipe del fatto che -- sì, mancano anche a me certe cose, ma non so se sono esattamente le stesse, e in ogni caso per me è un pò più normale. lo so, è una caduta pazzesca. ma io non l\'ho mai negato che mi manchi. e tu lo sai perfettamente che è così. e in ogni caso. in ogni caso tu non torni. e anche se tornassi chi le vuole più, le briciole. anche se tornassi, sarebbe per qualche attimo soltanto, per una parte di me soltanto. esattamente quella che da quando avevo sedici anni tento di affogare in una tazza del cesso. e così fa troppo, troppo, troppo male.

:: le mie parole son capriole _ palle di neve al sole _ razzi incandescenti prima di scoppiare _ sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare _ piccoli divieti a cui disobbedire _ sono andate a dormire sorprese da un dolore profondo _ che non mi riesce di spiegare _ fanno come gli pare _ si perdono al buio per poi ritornare ::

Postato da: lapitzi a 10/11/2005 00:41 | link | commenti |

martedì, 08 novembre 2005

poi esci la sera dal lavoro, stanca, ancora un pò incazzata, e capita che un miliardo di cose cospirino per farti sorridere anche se tu vorresti solo mordere qualcuno. prendi l\'autobus col capo, fai chiacchera fino a termini, ti rilassi un pò. te lo abbracci salutandolo sulle scale della metro e pensi (come sempre) che un abbraccio del capo è capace di rimetterti in pace col mondo. che il capo, in generale, ti rimette in pace col mondo, e non si capisce come cavolo faccia ma è una salvezza. poi prosegui la tua discesa verso il ventre della linea a e metti su le cuffie del lettore mp3 e accade la magia. il random play comincia a tirar fuori delle cose assurde. vecchissime e porcamiseria allegre. che ne so, sean paul, gli uomini di mare, canzoncine giapponesi che passavano su brand new anni fa, robe assurde. e ti guardi intorno nel vagone e vedi. una ragazza con dei riccioli biondi enormi troppo afro, tutti tirati sulla fronte e sollevati come un cespuglio. un\'altra ragazza che sorride. mora, con degli occhi nerissimi dal taglio orizzontale e gli zigomi alti. e l\'apparecchio ai denti. sorride come se si sentisse una venere, e probabilmente è davvero così. e un tipo che gioca con una palla bianca. sì, in metro. che se la gira e se la rigira fra le mani e la stringe e se la accomoda sul palmo e poi disegna cerchi nell\'aria con le braccia e nel frattempo si tiene in equilibrio soltanto con le gambe. come una specie di esercizio. il tizio ipnotico e la sua danza finiscono per tenerti compagnia fino alla tua fermata, e alla fine sorridi per forza.
concludi con twinings lemon twist, un muffin alla crema di latte, un mini-kinder bueno e uno schoko-bon. decidi che andrai a dormire presto, con indosso un pigiama che non ti si arrotoli su per le gambe, e che possibilmente farai dei bei sogni.

decidi che gli scriverai che stai benissimo. che terrai un contegno che ti porrà un gradino più su di lui che è un uomo piccolo. e andasse affanculo.

Postato da: lapitzi a 08/11/2005 23:12 | link | commenti |

lunedì, 07 novembre 2005

ho perso per strada un quarto d\'ora del mio tempo. che non so dove son stata. così. fra un qualcosa e un qualcos\'altro. capita, a volte, un momento sei lì e il momento dopo sei da tutt\'altra parte, a chiederti quand\'è passato questo tempo?, cos\'ho fatto? sai che è passata della musica, sai anche quale, ma per il resto, nulla. sei rimasta in standby - attendere prego - modalità risparmio energetico.
magari si tratta solo di non pensare. non con coscienza. di cercare di traghettarsi il più passivamente possibile verso il sonno, saltando quello che viene prima.
mi dà urto la mia casa. mi dà urto il mio letto. mi danno urto le pareti bianche del corridoio, e anche se ci ho appeso un 100x140 per colorarle un pò continuano a sembrare di gomma e mi dà urto e a volte ci darei le testate.
a ventisette anni si dovrebbe evitare di stare così. in altri tempi avrei già fatto i bagagli e cambiato location. e non sarebbe servito a niente, perché sono claustrofobica nell\'anima, ma avrebbe costituito un minimo di sfogo. un pò come far ballare la gamba mentre stai inchiodato a una scrivania. più impegnativo magari, però insomma. sapete, il cambiamento, il ricircolo d\'aria, e tutte quelle cose lì...

buonanotte, va\'. è meglio.

Postato da: lapitzi a 07/11/2005 23:46 | link | commenti |

è che bisognerebbe essere belli. belli dentro, dico, un pò come amélie. aiutare la gente e sorridere sgranando gli occhi e infilare le mani nei sacchi dei legumi. qua invece si è acide e incattivite, e si infila le mani al massimo nelle tasche dei cappotti. e ci scende una lacrimuccia sul finale al pensiero che noi, di un quincampoix che fa collezione di fototessera di riciclo, qua non ne vediamo neanche l\'ombra. che le uniche persone degne di essere prese in considerazione sono già state prese in considerazione da altre più fortunate, o comunque hanno tutte i loro cazzi.
amen.

e comunque, il meraviglioso mondo di amélie è una di quelle favole da riguardarsi ad ogni serata o pomeriggio da soli. con le coperte tirate su fino al mento, un infuso alla pesca in tazza gialla e il gatto sulle gambe.

e ora, buonanotte.

Postato da: lapitzi a 07/11/2005 02:24 | link | commenti |

domenica, 06 novembre 2005

io ho il senso dell\'umorismo. sono anche abbastanza dotata di autoironia. mi prendo in giro, conosco i miei limiti, ho imparato a puntarci il dito prima che gli altri lo facciano, e a incassare il colpo quando lo fanno. una sorta di omeopatia dei sentimenti, mettiamola così.
ma questo non vuol dire che certe cose non facciano male. e se ne parlo e ne scrivo con un certo tono, è perché fanno male. e allora boh, davanti a questo mi fermo. davanti a ferite aperte nella mia autostima, non so più sorridere. la smorfia diventa forzata.
non ci posso far niente. è anche questo un limite.

Postato da: lapitzi a 06/11/2005 21:38 | link | commenti |

:: we\'re just two lost souls swimming in a fish bowl ::

mi sentivo bella. dicevi non nasconderli, questi occhi. non con me. dicevi che ero dolce. dicevi che quel bacio sul lungolago, in mezzo al vento che spazzava via, sembrava fatto per il cinema. dicevi. dicevi che ero matta peggio di te, che ti piacevo per questo. dicevi quando ci rivediamo?, e la prima mattina mi hai abbracciato al bar davanti all\'ufficio e io stavo sulle stelle. dicevi che ti piacevano gli angoli della mia bocca. mi sentivo bella. mi sentivo bene. poi è passato tanto di quel tempo. sono successe tante di quelle cose.
ora penso che sei un bastardo ogni santa volta che guardo in faccia le mie ossessioni, piegata in due sullo schifo che (mi) sento. e quelle lacrime che bruciano gli occhi non sono pianto, sono solo una reazione fisiologica, solo questione di pressione nei condotti - o forse no - ma tu sei un bastardo lo stesso, mille e mille volte.

and i\'m just one lost soul swimming in a fish bowl. year after year.

Postato da: lapitzi a 06/11/2005 02:24 | link | commenti |

sabato, 05 novembre 2005

volevo vedere il mercato di piazza dei tribuni. senza nessun motivo particolare, ho solo una fissa per i mercati e in questo non sono ancora riuscita ad andare a curiosare, in sei mesi che sono qua. non ho fatto in tempo. in compenso sono passata al market qui sotto e ho fatto spesa alternativa. succo al melograno e mirto, pasta di kamut, pasta di mais. e una selezione di cinque infusi (fragola+mango, limone, lampone+echinacea, pesca+passion fruit, mirtillo), per coccolarmi quando la sera rientro tardi e stanca, o nei pomeriggi come questo, che sanno di pioggia imminente e inverno che arriva.
ho bisogno di autogratificazione e dolcezza, come qualcuno giustamente intuiva.

Postato da: lapitzi a 05/11/2005 17:22 | link | commenti |

[estrellita scrive:

perché l\'amicizia è una cosa reale
estrellita scrive:
è inutile stare a fare tanti discorsi, meglio mangiarsi un ghiacciolo insieme]

ed è inutile stare a fare tanti discorsi: certe cose le senti. certe altre proprio no. ecco perché a volte tante chiacchiere finiscono solo per riempire l\'aria vuota di una sera, e non servono a niente, non toccano nessuna corda. e invece serve esserci in risposta alle richieste d\'aiuto, esserci davanti a un piatto di riso e un bicchiere di vino in una sera un pò speciale, esserci una mattina alle cinque e mezza al binario uno di una stazione fredda, esserci davanti allo schermo di un cinema sul finale di un film che fa un pò ridere e un pò piangere; esserci in una telefonata per sfogare le paranoie, esserci a sorreggere l\'equilibrio instabile di una sera innaffiata da troppi cocktail, esserci fuori la porta di un medico nell\'attesa di una visita. esserci sul messenger quando arriva una brutta notizia e vien fuori uno sfogo scomposto annegato fra le lacrime; esserci in un messaggio che dice di tener la testa alta. esserci in uno sguardo al di là di un vetro, in un abbraccio, un bacio sui capelli. in una canzone in cui leggersi. in un aiuto concreto a venir fuori dallo stallo [*e grazie, per sempre*].

Postato da: lapitzi a 05/11/2005 14:51 | link | commenti |

giovedì, 03 novembre 2005

io affanno. il mio respiro va per fatti suoi e affanno, ogni volta che mi si libera la mente da tutto il resto e mi lascio solo spostare da una parte all\'altra della vita e in mezzo a quel nulla compari tu. divento irregolare, scomposta. corrugo la fronte, si arrossano gli occhi, vado in apnea per lunghi secondi mentre mi ascolto l\'addome contrarsi e far male. e ti scriverei. ancora.
l\'ho riletta la cazzo di lettera, l\'ho riletta mille volte, la so a memoria. e tu sei proprio stronzo a dirmi così. perché lo sai benissimo che è una paraculata, dire è colpa tua, sei tu che non sei ben disposta. e perché mi fai moltiplicare all\'infinito la rabbia che già provo all\'idea che andavo benissimo come persona da non perdere - ma solo finché sorridevo e annuivo. solo finché non parlavo. finché non ti ho detto che ci avevo sperato e che ti avevo voluto e che mi hai fatto male. e mi sento legata e imbavagliata ed è una sensazione che non sopporto. non posso far niente, dire niente. non mi hai voluta neanche vedere in faccia un\'ultima volta. non ho potuto neanche dirti vaffanculo.
mi manchi. mi manchi e sto da cani e vorrei non esistere, a volte. sono momenti, eh. durano tipo quei quattro-cinque secondi e poi spariscono. ma a volte mi sommergi ancora. input, collegamento, ricordo ricordo ricordo ricordo. una valanga, di ricordi. fisici, tangibili, ingombranti. è come se mi si infilasse uno spillone su per la nuca, e tutto facesse corto circuito, e all\'improvviso è tutto lì, tutto insieme. i tuoi baci il tuo odore la tua risata, e la tua voce e il senso dei tuoi capelli sotto le mani, il caldo liscio della tua pelle e il tuo sguardo che scavava e marchiava a fuoco. tutto mi precipita addosso nello stesso istante maledetto e io porca troia ti darei fuoco. perché sto da cani, sì, esattamente per questo. anzi no, anche perché sei stronzo e paraculo. e per tutte le infinite volte che mi hai calpestata col sorriso e io pensavo che sì, in fondo eri in buona fede e magari la prossima volta sarebbe andata meglio. e per tutto l\'amore che ho buttato al vento senza neanche avere il coraggio di chiamarlo così. sperando che le briciole prima o poi si sarebbero ricomposte in una bella torta dorata.
avrei dovuto stringerti di più. urlare cosa volevo. costringerti nell\'angolo, metterti alle corde. pretendere di avere tutto o niente. se solo avessi saputo. che non avresti avuto riguardo di me fino a questo punto.
e ti odio sul serio ed è in gran parte colpa mia.

Postato da: lapitzi a 03/11/2005 23:36 | link | commenti |

...sì, devo andare a dormire. sì, è il caso. l\'una e venti, cazzarola. è che mi sono intrippata, pensando a che aspetto avrò - di qui a breve. poi è che stento a riprendere il ritmo da settimana lavorativa, e adesso sembra prestissimo perché non mi rendo bene conto che domani mi alzerò alle 7, come oggi.
[poi, non ho niente da sognare.]
fa buio prestissimo. ho sempre mal di stomaco - che cerco di curare a suon di infusi caldi (quello di oggi era peach&love). e a termini ci sono le mie affissioni, e io mi son resa conto solo oggi che ho le unghie dello stesso colore della campagna stampa dei capoccioni (raccapricciante, sì).
il capo dice "stellina" (sì, stellina - è affettuoso, lui) "grazie per il sostegno anche psicologico, morale e d\'amicizia". e io arrossirei, se solo non avessi disimparato a farlo tanto tempo fa.
fine giornata.

Postato da: lapitzi a 03/11/2005 01:33 | link | commenti |

martedì, 01 novembre 2005

ma dice che pioverà. anzi no, dice che è già piovuto. è una di quelle giornate bianchicce e appiccicose, che ti si infilano sottopelle e non ti lasciano più. se fossi stata a casa avrei fatto un salto in cimitero, e poi avrei comprato le paste da murgia, e poi avrei guardato la città appoggiata al parapetto della terrazza - mi viene da pensare. qui, passo il tempo a disegnare. mi sto anche quasi divertendo. (è che non penso alla seconda fase, quella realizzativa. magari dovrei.)
qui, il risveglio di oggi è leeento e difficoltoso. c\'è stata una serata-gozzoviglio, ieri, che merita di essere smaltita a poco a poco, e sorridendo.

Postato da: lapitzi a 01/11/2005 15:42 | link | commenti |

sabato, 29 ottobre 2005

ho comprato la gonna più bella della storia (o forse una delle più belle) (e comunque si può far risaltare molto meglio di così). e anche un paio di pantaloni della mia misura, finalmente (più un altro paio li ho raccattati smessi da mia sorella). e una borsa quasi seria, nera, con un\'anima colorata che volendo si può tirare fuori. ah, e uno smalto scuro, color sangue, o color ciliegia che dir si voglia. non ho mai portato smalti scuri, prima. chissà che effetto fa. lo proverò, e farò finta di non avere un\'unghia mutilata.
e nel pomeriggio ha allietato un paio d\'ore del mio sabato l\'incontro con therese, castoro fotonico, la tartaruga e pelodia (e la mamma di therese). domani cinema - la sposa cadavere - e poi si lascia fare al caso. che direi che è un ottimo programma.
faccio il carpaccio. mi vedo sin city in dvd. cerco di non entrare in loop.

* dov\'è, dov\'è *

Postato da: lapitzi a 29/10/2005 21:16 | link | commenti |

prendersi cura di se stessi è qualcosa di complesso. un equilibrio difficile e fragile fra piccole autogratificazioni e vizi e sfoghi che tendono al compulsivo.e io non so bene come fare. e io voglio tutto, ma non mi interessa niente. non abbastanza, da impedirmi di continuare a mangiare l\'unghia del mio pollice sinistro, e da smettere di sentirmi accartocciarsi lo stomaco fino ad avere le dimensioni e il peso di un sanpietrino, e da farmi guardare le mie braccia senza volerle più sottili.
io vorrei sapermi coccolare nella maniera giusta e sana di farlo. saper recuperare un qualche equilibrio emotivo che mi faccia smettere di farmi comtinuamente domande inutili a cui non c\'è risposta.
e tutte le volte che scrivo non vengono fuori più di dieci righe, anche se dentro ne avrei molte di più, perché dopo, il resto è caotico e brutto.

Postato da: lapitzi a 29/10/2005 11:17 | link | commenti |

mal di testa. mal di testa tremendo. ho pianto per tutto il tragitto sui mezzi rientrando a casa. da sola. come una stupida. e senza un motivo. sono arrivata a casa barcollando e fino all\'ultimo secondo non volevo infilare la chiave nella toppa, non volevo aprir la porta, non volevo entrare. vorrei avere un nascondiglio. un posto dove chiudermi e star sola e zitta e al buio. un posto dove scappare. non lo so neanch\'io da cosa, ma almeno non farmi vedere così. non farmi vedere. non dover far finta che va tutto bene, o al massimo *benino*.
io ho paura. di pronunciare una serie di parole che sono più grandi di me, che mi atterriscono.
io non sto bene. ed è inutile che ci giriamo intorno. e avrei bisogno di una parola di conforto, una coccola prima di dormire, e invece non c\'è nessuno. non c\'è mai nessuno.

:: sarà che un giorno si presenta l\'inverno e ti piega i ginocchi _ e tu ti affacci da dietro quei vetri che sono i tuoi occhi _ e non vedi più niente, e più niente ti vede e più niente ti tocca ::

e va bene così.

Postato da: lapitzi a 29/10/2005 00:03 | link | commenti |

venerdì, 28 ottobre 2005

strano davvero. quando qualcuno ti legge dentro con questa apparente facilità. quando ti accorgi che ha uno sguardo che va molto al di là della superficie, che vede cose che stanno lontane, e che tu pensi di aver nascosto accuratamente - ché sei abituata che quello che non si ostenta passa inosservato ai più.
è una sensazione, è un viaggiare su binari simili. te ne rendi conto da cose stupide. ascoltando una canzone che avevi sempre ignorato con supponenza. ascoltandone i testi, ché ti hanno detto "ti ci riconoscerai" e ti rendi conto che sei davvero tu. *che portavi via di contrabbando la tua anima in pena.*
strano davvero. ed è qualcosa di trasparente e limpido in maniera rara. che dà l\'idea che, una volta ogni tanto, valga la pena sentirsi esposti e con la guardia un pò bassa. e non finisco più di ringraziare il signore per la sua bellezza semplice. per avermi messo sulla strada un angelo custode così.

Postato da: lapitzi a 28/10/2005 00:48 | link | commenti |

mercoledì, 26 ottobre 2005

vado a dormire. mi bruciano gli occhi. vorrei cancellare settori e settori del mio disco fisso. no, non nel pc, nel mio cervello. tutti i ricordi di quando c\'eri tu. tutti quelli di quando non c\'eri ma io mi illudevo che comunque qualcosa ci legasse. vorrei consumare quel corpo con troppe curve che tante volte hai stretto al tuo. raschiarlo fino a che sotto non si veda l\'anima, quella vera, quella profonda. cambiare strada. riuscire a smettere di pensare con rabbia che sì, ero buona per una scopata ma non per condividere qualcosa. buona per un caffè ma non per una cena. buona per quattro chiacchiere sul lavoro ma non per parlare sul serio. della vita, e del mondo. buona per un bacio sulla fronte ma non per dormire sullo stesso cuscino. buona per gli auguri di natale, non per quelli di compleanno. buona per coprire i buchi, leccare le ferite, consolare una volta ogni tanto. ma *non* per amare. *non* per essere l\'anima gemella.
e lo so, che ho rotto il cazzo con queste storie. ma non voglio sentirmelo dire. è che i danni vanno molto al di là di quanto preventivato. che non riesco a levare le fascette del lutto - e più per la morte del mio amor proprio che per la fine di questa pseudo-storia di merda.
vado a dormire. mi bruciano gli occhi.

Postato da: lapitzi a 26/10/2005 22:42 | link | commenti |

focalizzare l\'attenzione delle volte è un\'impresa impossibile. soprattutto se arrivi che si è fatta quest\'ora e non sei ancora andata a dormire come invece avresti dovuto fare. chiacchiererei di una marea di cose, oggi. vi racconterei della gonna che ho visto da promod, dei baustelle che hanno preso il sopravvento deciso nelle mie ossessioni musicali - e non so come l\'abbiano fatto; vi racconterei che il tè nero al cioccolato sa semplicemente di tè e quindi è uno spreco di soldi, tempo e illusioni; che oggi mia sorella si è vestita per un buon 25% di viola; che domani faccio il vaccino antinfluenzale, e che non riesco a caricare sul lettore "le mie parole" di bersani. e come non dirvi che, oh, a proposito, mi piacciono tanto i ragazzi col cappello da baseball - retaggio della me stessa hiphoppettara - e i cappelli da baseball, in generale, specie se proprio quelli alti davanti, e specie se sotto c\'è un tipo come quello di stasera in metro. vi parlerei del mio capo e di quando, a tarda sera, si siede accanto a me intanto che finisco di fare gli invii alle testate per il 27; di come vederlo dall\'altra parte del vetro durante la giornata mi dà tranquillità, e del bene immenso e viscerale che gli voglio, che me lo adotterei. vi parlerei dei miei referrer di questo mese che per la prima volta presentano, a quota ben 26 ricerche, la chiave "lapitzi blog" e nei quali compare, assoluta novità, la chiave "pitzi" (a proposito, caro lettore: se sei sempre la stessa persona, sì, mi hai trovato, e fa\' \'sto favore: segnati l\'indirizzo o aggiungi il link ai preferiti o fa\' un pò come cazzo ti pare basta che la finisci di farmi venire le paranoie. ah, se invece siete 26 diversi nel giro di un mese, grazie, grazie a tutti, sono commossa - diventare famosa così all\'improvviso, non me l\'aspettavo...).
vi parlerei degli odori di cibo lungo la strada del mio ufficio all\'ora di pranzo, e di quelli di bucato, che una non si aspetta di sentirli, in mezzo al traffico. di come certi gesti dopo un pò diventino automatici e li si faccia senza neanche esserne più coscienti. attraversare la strada quando scatta il verde, girare lo zucchero dentro il caffè, contare le monetine alla cassa dell\'alimentari. sorridere ai bambini piccoli e ai cani al guinzaglio.
non vi parlerei del messaggio di lupin. che dice che è colpa mia e della mia lettera. che dice "rileggitela, e poi mi dici". che butta sempre le carte come conviene a lui. non vi racconterei che ci rimugino continuamente. che non gli ho più risposto, ma mi è rimasto tutto appeso. che come al solito, è colpa mia. colpa di quando parlo e dico la verità, di quando mi sbilancio e faccio più che, come al solito, sorridere e annuire. non ve lo direi. ma è l\'unica cosa su cui l\'attenzione davvero si focalizza. maledetta piaga che non si chiude mai.

Postato da: lapitzi a 26/10/2005 00:05 | link | commenti |

lunedì, 24 ottobre 2005

:: Essere depressi oggi _ Provoca troppi dibattiti _ Essere perduti oggi _ Dura solo pochi attimi ::

com\'è la notte, là? che cielo c\'è? te lo chiederei, ma ho timore di essere importuna. allora vado a dormire cercando d\'indovinarlo.
cercare di immaginare un cielo lontano può essere abbastanza impegnativo da non lasciarmi pensare ai miei cadaveri.

Postato da: lapitzi a 24/10/2005 23:19 | link | commenti |

io non ti capisco quando parli. quando scrivi. e mi rimbombi anche tu, la tua voce scritta su quel messaggio, e mi rimbombano le tue parole. e non riesco a focalizzare quello che vuoi dirmi, davvero. rileggiti quello che mi hai scritto, e mettiti nei panni di chi legge. sì, ma tu in quelli di chi scrive non ti ci sei mai messo. neanche per due secondi. e finisce sempre che sono io che sbaglio, già. sempre così. allora forse sono io. anzi, senz\'altro sono io. io che a questo punto mi maledico per averti lasciato entrare e stazionare così a lungo nella mia vita e sotto le mie lenzuola e dentro ai miei sentimenti. e maledico il giorno che ho incrociato il tuo sguardo e ho pensato che era bello, e il momento che ho ceduto al tuo profumo e ti ho baciato e baciato e baciato ancora. e maledico le ferite che mi son fatta e che ancora bruciano e devastano il paesaggio di un\'esistenza intera, e non è un\'iperbole, è così. hai fatto terra bruciata. non mi interessa più niente. più nessuno. mi tuffo a testa bassa in qualunque cosa possa non farmi pensare a te ma sei sempre lì acquattato in un angolino, a ricordarmi quello che non sono e non sarò mai. a far male al mio corpo e alla mia mente che si azzannano a vicenda.
accidenti, accidenti, accidenti.
mi sento stupida e sprovveduta. una bambina che alle favole non ci crede ma ha voluto far finta di sì. [voglia di baci di carezze e di mentirmi questa volta almeno.]

Postato da: lapitzi a 24/10/2005 00:25 | link | commenti |

domenica, 23 ottobre 2005

ho mandato un messaggio acido. sì, va bene, lo so, non si fa. non è bello. ma erano settimane, che andava su e giù su e giù su e giù senza che riuscissi a deglutirlo e digerirlo definitivamente. a farmi passare l\'idea. e lo so, sono una rompicoglioni e un\'attaccabrighe, ma non è che voglio stressare l\'anima alla gente; è che mi dà in testa chi dice cazzate. e lui ha detto cazzate. una marea di cazzate, una valanga. e allora no, chicco, va bene tutto ma lasciare che tu pensi che credo alle tue favole, questo no. e te lo faccio notare, che è palese che era come dicevo io. ed era matematico, che prima o poi \'sto boccone l\'avrei sputato.

[certo che si vede. che ci tenevi a *non perdermi come persona*. accidenti, sono commossa.]

sì, lo so. sono stronza e rosichina. ebbene sì.

Postato da: lapitzi a 23/10/2005 22:18 | link | commenti |

sabato, 22 ottobre 2005

a me mi rimbomba tutto. da giorni. e dev\'essere stanchezza, un pò il raffreddore, un pò anche che qui dentro c\'è un attimo di vuoto e quindi c\'è l\'eco. a me mi rimbomba tutto, e non so che dire oltre a questo. le cose che mi circondano lasciano ritorni fortissimi. ogni minima stronzata lo fa. si ripete e ripete e ripete dentro il labirinto sempre più piano finché non scompare del tutto, ma ci vuole sempre un pò di tempo. mi rimbomba il lavoro, le affissioni per strada e le pubblicità sui giornali, mi rimbomba il capo e i colleghi e le cazzate che si dicono durante il giorno, mi rimbombano le canzoni sputate fuori dallo zen e i rumori della strada, il motore degli autobus e quello della mia macchina e il clang della moneta che cade nell\'emettitore di biglietti della metro. mi rimbomba il mio gatto e mia sorella e la mia coinquilina, fabio al telefono e mia cugina, e i miei genitori. mi rimbomba il rumore del mio cuore che a volte sembra farsi irregolare.
e ho una sensazione strana, a volte, tra disagio e debolezza. e anche quella, non me la so spiegare.

Postato da: lapitzi a 22/10/2005 20:35 | link | commenti |

svegliarsi con in testa un sogno che non sai da dove è venuto fuori. o meglio sì, ma sono giorni che stai cercando di cacciarlo via dal livello cosciente e da quello inconsapevole della mente. svegliarsi con in testa l\'immagine di un collo troppe volte osservato di soppiatto, la sensazione di due labbra piccole e morbide e gentili. svegliarsi con il senso di uno strisciarsi addosso come gatti, di uno stringersi forte che non ha le basi per accadere in realtà. che se fossi una ragazzina un pò più ragionevole, neanche prenderesti in considerazione la cosa.

e invece sei così maledettamente istintiva e irrazionale. costruttrice spericolata di castelli in aria abusivi.

Postato da: lapitzi a 22/10/2005 17:21 | link | commenti |

martedì, 18 ottobre 2005

uffa.

Postato da: lapitzi a 18/10/2005 23:25 | link | commenti (1) |

lunedì, 17 ottobre 2005

stai messa veramente male quando, a termini, osservando le scritte in arabo graffiate a mano sui fascioni rossi di metallo che orlano le pareti del sottopassaggio, ti chiedi -
- come accidenti avranno fatto ad allineare tutto a bandiera sinistra, se scrivono da destra?
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Postato da: lapitzi a 17/10/2005 23:51 | link | commenti |

domenica, 16 ottobre 2005

il bar dei belli ha sempre lo stesso aspetto. un pò trasandato, vecchio, in penombra. sembra che il tempo ci si sia non dico fermato, ma almeno ci si trascini stancamente e controvoglia. le macchine sanno di vecchio. gli specchi sono ingialliti. gli espositori delle patatine, e il frigo col latte, e il banco con gli sportelli scorrevoli di plexiglas, danno l\'idea di essere lì da decenni, e probabilmente è esattamente così.
il bar dei belli è un punto di riferimento a san lorenzo. la sera ci trovi frotte di gente (discutibile?, sì, ma non è questo il punto) davanti alle cancellate chiuse, che ci compra le sigarette o da bere, dopo che gli altri locali hanno chiuso. funziona che si affaccia il cassiere, gli dai i soldi, gli chiedi quello che vuoi, te lo riporta con lo scontrino e il resto. tutto senza aprire le grate, ché a una cert\'ora la tiburtina è brutta e sporca. io quando abitavo a san lorenzo ci andavo a far colazione la domenica, perché era l\'unico bar aperto; e anche se l\'ho sempre trovato strano, difficile da approcciare, delle volte sgradevole, adoravo trovarci dentro gente così diversa. gli studenti fricchettoni da collettivo insieme ai vecchietti col giornale, insieme a pseudo-artistoidi da quattro soldi col cappello a falda larga. mi dava l\'idea del bar di paese dove tutti si incontrano. una strana idea di pace.
il parco dei caduti del 19 luglio (più noto come il parchetto, per ovvi motivi di brevità) invece, quello sì che cambia. un tempo era perennemente avvolto da una nube di fumo (sì, fumo, fumo...), e invaso dai cani dei punkabbestia. ruotava letteralmente intorno al monumento ai caduti nel bombardamento, una colonna circondata ai quattro angoli da quattro bombe inesplose, immerse in un\'aiuola un pò malmessa. oggi non so, è tanto che non ci passo la sera; ma di giorno, il verde dell\'aiuola è un pò più brillante, e alle quattro bombe si è aggiunto un nastro di plexiglas con incisi i nomi di tutte le vittime - che a passarci davanti a me viene da leggermeli tutti, come se dovessi trovarci chissà quale informazione. e hanno aperto un chioschetto, la casina al parco, o qualcosa del genere; un baretto che ricorda quello che da sempre sta in mezzo alla piazza del mio paese, coi tavolini fuori e gli ombrelloni e la classica aria da posto educato. che viene voglia di sedercisi, e passarci un pò di tempo a leggere, o anche solo a guardar per strada.
il resto di san lorenzo è sempre uguale. si aggiunge qualche piccolo cantiere, delle grate, cartelloni d\'informazione su presunti lavori di riqualificazione, ma l\'anima resta quella. le voci da dentro i locali, le poche macchine in giro, la gente che attraversa le strade di sbieco, camminando piano; e le scrostature sui muri, i portoni che si aprono su cortili di sapore neorealista, e le madonnine nelle nicchie accanto ai manifesti dei concerti nei centri sociali, accanto ai graffiti sgraziati e alle locandine del tibur; e le buche nell\'asfalto e lo slargo illogico di piazza dei sanniti, e le fontanelle che cantano da sole all\'entrata del mercato chiuso. e tutto che, non so perché, ha sempre lo stesso sapore di casa.
e come al solito, mi verrebbe voglia di tornare...

Postato da: lapitzi a 16/10/2005 23:48 | link | commenti |

mi porto dietro il mio zen, sempre acceso. lo attacco col cavetto tattico all\'autoradio. metto in moto. parto alla volta del mio vecchio quartiere dove ho ancora (!) la residenza. due o tre canzoni random che non ricordo. passo porta furba, arco di travertino, passo il gallo umbro, giro. appena fatta la curva, esattamente cinquecento metri (tre minuti, cioè) prima del seggio, parte comuntwist. dal calderone dei miei 6 giga, da cui non era mai - *mai* - stata pescata. ok, ditelo: mi state prendendo per il culo.
comunque, voto. metto la mia crocetta nera sul quadrato accanto al nome del prescelto (nonché l\'unico un minimo rispettabile comeessere umano) (e anche se già so che vincerà qualcun altro), piego la scheda. la riapro. la controllo. non vorrei aver sbagliato. e voglio che quel pezzetto di carta giallina mi dia una conferma dell\'accaduto.
le rimanenti due ore e mezzo le trascorro girottando in macchina e a piedi. per una san lorenzo pigra spalmata del sole basso di metà autunno, per i negozi del sottopassaggio di termini in cerca del regalo per mia sorella darkettona.
torno a casa. polpettone. in attesa che inizi blu notte.

Postato da: lapitzi a 16/10/2005 18:04 | link | commenti |

9 ore di sonno. solo che erano le 9 ore sbagliate. dalle 4 di mattina all\'una di pomeriggio, per non far assolutamente niente di pregnante e soltanto cazzeggiare al pc. mi sveglio raffreddata e con la tosse. e con un pessimo presagio, quello di dover andare al lavoro, domani, stando peggio di adesso. di stare a casa neanche se ne parla: dopo che il boss, venerdì, è stato in ufficio con l\'influenza con l\'espressa motivazione di non lasciare me nei casini, mi sentirei veramente una merda. ergo, spero in un picco di rivalsa del mio apparato respiratorio (purello). ci vorrebbe il latte e miele, ma mi fa schifo il miele. mi illuderò che un cappuccino funga uguale. perciò, ora mi vesto e vado a fare colazione e poi l\'allungo fino alle urne. e ci aggiorniamo a fra qualche oretta...

Postato da: lapitzi a 16/10/2005 13:50 | link | commenti |

sabato sera casalingo. siamo io, gnappo, un bicchiere di succo di pompelmo rosa, due biscotti al cioccolato e il mio computer. e i programmi elettorali dei candidati alle primarie dell\'unione.
infine ho deciso. infine mi sono decisa. è un pò importante, per me. è il sintomo di tante cose. vuol dire che ho camminato, mi sono spostata, e camminando mi sono guardata intorno, e alla fine mi trovo a un punto che ho bisogno - che credo sia importante - di segnarmi con una x sulla mappa del mondo. eccomi, sono arrivata qui. e se faccio numero, lo faccio consapevolmente. lo faccio dove dico io, non più nella grande massa degli astenuti.
e poi basta con \'sto discorso ché le cose troppo serie non sono il mio campo.

Postato da: lapitzi a 16/10/2005 01:33 | link | commenti |

 

Eccomi

Utente: lapitzi

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